di Alessandro Ferrara, Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro
The article analyses how bodies become economic resources at the intersection of ethics, biolaw and welfare. Using autonomy, beneficence, non-maleficence and justice as analytical anchors, it highlights the structural tension between unpaid donations and the marketisation of derivatives across biotech value chains. In light of the new EU SoHO Regulation (2024/1938)—which reaffirms voluntary unpaid donation and allows financially neutral compensation—the paper advances a fair-value framework: supply-chain transparency, safeguards against vulnerability/coercion, solidarity-based pricing of derivatives, national self-sufficiency plans, and social-return mechanisms. The aim is to reconcile human dignity, distributive justice and health-system sustainability — not by “pricing the body” but by equitably governing the value that flows from it.
L’articolo esamina la trasformazione dei corpi in risorse economiche alla luce dell’intreccio tra etica, biodiritto e welfare. Muovendo dai principi di autonomia, beneficenza, non maleficenza e giustizia, il saggio mostra la tensione strutturale tra conferimenti gratuiti e commercializzazione dei derivati lungo la filiera biotecnologica. Alla luce del nuovo Regolamento (UE) 2024/1938 sulle SoHO, che riafferma la donazione volontaria e non retribuita e ammette compensazioni finanziariamente neutrali, si propone un framework di fair value: trasparenza economica, presìdi contro vulnerabilità/coercizioni, politiche dei prezzi solidaristiche e piani di autosufficienza, con meccanismi di ritorno sociale. L’obiettivo è garantire il rispetto della dignità, giustizia distributiva e sostenibilità dei sistemi sanitari, senza “dare un prezzo al corpo” ma governando equamente il valore generato.
