di Filippo Marchetti, Università degli studi di Pavia
This paper examines Judgment no. 76 of 2025 issued by the Italian Constitutional Court concerning compulsory medical treatment (TSO). Following a brief reconstruction of the case and the terms in which the question of constitutionality was framed, attention is directed to the current regulatory framework. The discussion then turns to the reasoning put forth by the judges of the Constitutional Court, who reaffirmed the centrality of the right of defence and the need for stringent substantive and procedural scrutiny over the imposition of compulsory medical measures. In conclusion, some reflections are offered on the commendable coherence of the principles articulated by the Court, while at the same time highlighting the potential operational difficulties arising from the new obligations imposed on the guardianship judge.
Il presente scritto analizza la sentenza n. 76 del 2025 della Corte costituzionale in tema di trattamenti sanitari obbligatori (TSO). Premessa una breve ricostruzione del caso concreto e dei termini in cui viene declinata la questione di legittimità, l’attenzione viene diretta verso l’attuale assetto normativo. Si ripercorrono, quindi, gli argomenti spesi dai giudici di palazzo della Consulta, che hanno riaffermato la centralità del diritto di difesa e la necessità di un controllo rigoroso, sia sostanziale che procedurale, sull’imposizione dei trattamenti sanitari coattivi. In conclusione, si esprimono alcune riflessioni sull’apprezzabile coerenza dei princìpi enunciati dalla Corte, a cui si giustappone tuttavia la segnalazione delle possibili difficoltà applicative dei nuovi obblighi imposti al giudice tutelare sul piano operativo.
