di Lukas Rademacher, Kiel University, Germany
A number of states – mostly in South America – have granted legal capacity or a status similar to legal capacity to animals, or more broadly, to natural resources. This usually includes the capacity to be a party under procedural law, enabling them to assert their legal positions in civil court proceedings. How do European legal systems react when such an entity, equipped with legal capacity under foreign law, brings a claim before a European court? The capacity to be a party in civil court proceedings is usually tied to legal capacity. In cases involving a foreign element, a European court must therefore determine the law applicable to legal capacity based on conflict-of-law rules. The same determination of the applicable law is also required when the court assesses the merits of the case under substantive law. It is submitted that none of the existing anthropocentric conflict-of-law rules under German law – whether written or unwritten – on the legal capacity of individuals, partnerships, or legal entities can be directly or analogously applied to the legal capacity of such non-human entities. Instead, a new rule of private international law is submitted according to which the legal capacity of an animal or a natural resource is governed by the substantive law of the state in which it is located. Legal capacity once acquired shall not be affected by a temporary change in location. The representation of such non-human entities shall be governed by the law applicable to its legal capacity. Until such a provision is established, courts should close the existing legal gap through a corresponding judicial development of the law. The application of foreign law that grants legal capacity to animals or natural resources does not violate domestic public policy.
Diversi Stati – soprattutto in Sudamerica – hanno riconosciuto agli animali, o più in generale alle risorse naturali, la capacità giuridica o uno status ad essa assimilabile. Ciò include di regola anche la capacità di stare in giudizio, che consente loro di far valere le proprie posizioni giuridiche nei procedimenti civili. Come reagiscono gli ordinamenti giuridici europei quando un ente di questo tipo, dotato di capacità giuridica secondo il diritto straniero, propone un’azione dinanzi a un giudice europeo? La capacità di stare in giudizio nei procedimenti civili è normalmente collegata alla capacità giuridica. Nei casi con elementi di estraneità, un giudice europeo deve pertanto determinare la legge applicabile alla capacità giuridica sulla base delle norme di diritto internazionale privato. La medesima determinazione della legge applicabile è necessaria anche quando il giudice esamina il merito della controversia secondo il diritto sostanziale. Si sostiene che nessuna delle vigenti norme antropocentriche di diritto internazionale privato del diritto tedesco – scritte o non scritte – relative alla capacità giuridica delle persone fisiche, delle società di persone o degli enti collettivi possa essere applicata, né direttamente né in via analogica, alla capacità giuridica di tali entità non umane. Si propone pertanto l’introduzione di una nuova norma di diritto internazionale privato, secondo cui la capacità giuridica di un animale o di una risorsa naturale è regolata dal diritto sostanziale dello Stato nel quale esso si trova. La capacità giuridica così acquisita non dovrebbe essere pregiudicata da un mutamento temporaneo di ubicazione. La rappresentanza di tali entità non umane dovrebbe essere disciplinata dalla legge applicabile alla loro capacità giuridica. Fino all’introduzione di una disposizione di questo tipo, i giudici dovrebbero colmare la lacuna normativa esistente mediante un corrispondente sviluppo giurisprudenziale del diritto. L’applicazione del diritto straniero che riconosce capacità giuridica ad animali o risorse naturali non viola l’ordine pubblico interno.
