di Giulia Castellani, Università degli studi di Verona
The issue of xenotransplantation has sparked extensive debate, not only from a legal and scientific perspective, but also at an ethical level. In recent years, interest has grown with the advent of gene editing techniques, particularly those known as CRISPR-Cas9, which make it possible to modify an animal’s genetic makeup in order to reduce the risk of rejection. The creation of genetically modified animals and xenotransplantation raises unprecedented questions and new challenges, requiring the identification of a balance between different interests and values, which may at times conflict. From a regulatory perspective, efforts have been made to reconcile these various concerns through the adoption of Directive 2010/63/EU on the protection of animals used for scientific purposes, transposed into our legal system by Legislative Decree No. 26/2014, which has recently been amended by Decree-Law No. 200/2025, converted into Law No. 26/2026.
Quello degli xenotrapianti è un tema che ha suscitato un ampio dibattitto, non solo in una prospettiva giuridica e scientifica, ma anche su di un piano etico. Negli ultimi anni l’interesse è aumentato alla luce dell’avvento delle tecniche di gene editing e in particolare di quelle note come CRISPR-Cas9 che consentono di apportare modifiche al patrimonio genetico dell’animale, al fine di modificare determinati geni e limitare il pericolo di rigetto. La creazione di animali geneticamente modificati e gli xenotrapianti pongono interrogativi inediti e sfide nuove, implicando la ricerca di un punto di equilibrio fra interessi e valori diversi, talvolta anche confliggenti. Sul piano normativo s’è tentato di trovare una convergenza fra le diverse istanze con l’emanazione della Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, recepita nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 26/2014, sul quale è di recente intervenuto il D.L. n. 200/2025, convertito dalla L. n. 26/2026.
