di Luca Cantone, Università di Pisa
The article examines the evolution of the legal status of animals, analysing the transition from the category of res to that of sentient beings and subjects of law. The journey begins with the change in the bioethical paradigm and the one health approach, which recognises the interconnection between human, animal and environmental health. At the national level, the study focuses on the reform of article 9 of the Constitution (2022) and the Brambilla Law (2025), which elevated animal protection to a fundamental principle and reformed criminal law in an interspecific sense. The analysis explores the application dimension through administrative case law (the “Sfattoria degli ultimi” and “Cuori liberi” cases), highlighting the balance between public health and the emotional and cultural value of animals. This dynamic is part of the European framework defined by article 13 TFEU and the case law of the court of justice and the ECHR, which frame animal welfare as an element of public morality. Finally, the work investigates the crisis of anthropocentrism and the prospects for the juridification of nature, outlining a “weak speciesism”. In this scenario, the law is configured as an instrument of ecological justice, where the protection of living beings becomes an insurmountable limit to human action.
L’articolo esamina l’evoluzione dello status giuridico degli animali, analizzando il passaggio dalla categoria di res a quella di esseri senzienti e soggetti di diritto. Il percorso muove dal mutamento del paradigma bioetico e dall’approccio one health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. In ambito nazionale, lo studio si focalizza sulla riforma dell’art. 9 della Costituzione (2022) e sulla legge Brambilla (2025), che hanno elevato la tutela animale a principio fondamentale e riformato il diritto penale in senso interspecifico. L’analisi esplora la dimensione applicativa attraverso la giurisprudenza amministrativa (casi “Sfattoria degli ultimi” e “Cuori liberi”), evidenziando il bilanciamento tra salute pubblica e valore affettivo-culturale dell’animale. Tale dinamica è inserita nella cornice europea definita dall’art. 13 TFUE e dalla giurisprudenza della corte di giustizia e della CEDU, che inquadrano il benessere animale come elemento della moralità pubblica. Infine, il lavoro indaga la crisi dell’antropocentrismo e le prospettive di juridification della natura, delineando uno “specismo debole”. In questo scenario, il diritto si configura come strumento di giustizia ecologica, dove la tutela del vivente diviene limite invalicabile all’azione umana.
