di Rebecca Girani

Docente a contratto in diritto penale presso l’Università di Bologna. Dottore di ricerca in diritto penale presso l’Università di Bologna.

Il contributo si propone di analizzare la recente pronuncia n. 135 del 2024 con cui la Corte costituzionale ha rigettato le questioni di legittimità costituzionale proposte dal giudice rimettente, non rinunciando tuttavia – nel persistente silenzio del legislatore – a chiarire la portata del requisito sub c), delineato dalla precedente sentenza n. 242 del 2019 della Consulta, cioè il criterio della «dipendenza da trattamenti di sostegno vitale».

Il silenzio del legislatore e l’ulteriore pronuncia della Corte costituzionale sull’aiuto al suicidio: un chiarimento in merito alla portata del requisito della «dipendenza da trattamenti di sostegno vitale»