di Margherita Pittalis, Università di Bologna

The paper proposes a constitutionally oriented reading of the rules governing contexts relating to animals, enacted prior to the reform of Article 9 of the Constitution, which requires the legislator to protect animals, which should therefore also be understood in a legal sense as entities other than things, in line with Article 9. 13 of the Lisbon Treaty which requires the Member States of the European Union to promote the welfare of animals as sentient beings. It appreciates the solution currently chosen by the Italian legal system of not issuing general rules to regulate the areas relating to animals, but rather of resolving specific conflicts, essentially in agricultural matters, as was the prevailing context at the time the Civil Code was enacted. It promotes the application of the principle of analogy legis and iuris also to fill regulatory gaps regarding animal beings, enhancing the substantive decisions that have already invoked these criteria to resolve the problem of entrusting the affected animal in the event of the dissolution of the couple’s emotional bond. In acknowledging the very recent reform of Title IX bis of the Criminal Code, now entitled “Crimes against animals”, which have therefore become an interest directly protected by criminal law, it highlights the guarantor line of criminal legitimacy jurisprudence towards animals and promotes a conception of legal subjectivity based on “vulnerability”.

Il contributo propone una lettura costituzionalmente orientata delle norme che disciplinano contesti riferiti ad esseri animali, emanate precedentemente alla Riforma dell’art. 9 della Costituzione, che impone al Legislatore di tutelare gli animali, da intendersi quindi anche in senso giuridico come entità differenti dalle cose, in linea con l’art. 13 del Trattato di Lisbona che impone agli Stati membri dell’Unione Europea la promozione del benessere degli animali quali esseri senzienti. Apprezza la soluzione allo stato prescelta dall’ordinamento italiano di non emanare norme generali per regolare gli ambiti riguardanti gli esseri animali, bensì di risolvere specifici conflitti essenzialmente in materia agreste, quale era il contesto prevalente all’epoca della emanazione del codice civile. Promuove l’applicazione del principio di analogia legis e iuris anche per colmare le lacune normative in tema di esseri animali, valorizzando le decisioni di merito che già hanno invocato tali criteri per risolvere il problema dell’affidamento dell’animale di affezione in caso di scioglimento del legame affettivo di coppia. Nel dare atto dell’intervenuta recentissima Riforma del Titolo IX bis c.p., ora intitolato “Dei delitti contro gli animali”, divenuti quindi interesse direttamente protetto dalla norma penale, evidenzia la linea garantista della giurisprudenza penale di legittimità nei confronti degli animali e promuove una concezione di soggettività giuridica fondata sulla “vulnerabilità”.

Un nuovo approccio al tema della tutela degli esseri animali.